Davide Cassani primo piano

Credits: ©2014 Pier Maulini

Chi sono? Beh è sempre difficile cercare di spiegare a parole la complessa personalità di ognuno di noi per capire davvero come e chi siamo fino in fondo.
Posso dire che voi mi conoscete già per come mi conosco io, mi vedete per come sono avendomi vissuto e vivendomi tutt’ora nella mia carriera.

Nato nell’anno 1961 sotto il segno del Capricorno fin da piccolissimo ho avuto le idee ben chiare e precise sulla mia vita, avido di conoscere e conseguire quello che oggi è il mio modo di vivere: il ciclismo.

Si, perchè per me non è solo una passione, uno sport, un lavoro; è tutto. E’ parte integrante di ogni mio istante.

Quel sabato del 1968 alla vittoria di Adorni capii limpidamente ciò che volevo fare.

Di certo non mi sarei mai immaginato di poter ricoprire in futuro il ruolo del CT della Nazionale, anzi se qualcuno me lo avesse anche solo accennato mi sarei messo a ridere; considerando soprattutto che in quegli anni pensare di poter vivere della tua passione era visto come un’utopia.

All’età di nove anni chiesi ai miei genitori di regalarmi una bicicletta, la risposta inappellabile di mio padre fu: “Sei troppo piccolo Davide” e quella di mia madre: “Se il babbo ha detto così, non si discute”.
Eh certo, ma io da bravo bambino testardo lo richiesi a dieci anni, a undici, dodici, finchè al mio tredicesimo compleanno dovettero cedere ed io, tronfio di aver conquistato il mio primo sogno, andai subito in cima ai 3 Monti.

La sensazione che provai fu come ricevere in regalo il calore, la sicurezza, l’amore, la gioia di tutti gli abbracci delle mamme del mondo per i propri figli, in un solo istante. Sembra un po eccessivo magari, ma chi è innamorato come me della bicicletta sa di cosa parlo.
Questa sensazione ritornava ogni volta che gareggiavo, alla prima vittoria del Solarese nel ’77 o nel 1987 in azzurro ai mondiali.

La maglia azzurra è una cosa straordinaria, anche mio padre era talmente fiero di me che la radio CB del suo camion si chiamava “Davide Azzurro”.

Ho sempre dedicato anima, mente e corpo al ciclismo e devo dire che me lo sono guadagnato con tanta fatica e sudore e non con poche preoccupazioni; spesso e volentieri prima di ogni gara avevo degli incubi terribili, palazzi, case che ad un certo punto mi crollavano addosso e Dio solo sa quanto abbia turbato le notti dei miei compagni di stanza.

Crescendo e andando avanti nella carriera questi incubi sono diminuiti piano piano finchè un giorno, nell’apice della mia carriera, quel maledetto incidente cambiò i miei progetti.
Era il 1996 quando venni investito da un’automobile mettendo fine alla mia carriera da corridore, per un attimo sentii che il mondo mi franò addosso proprio come i miei incubi.

Le nove convocazioni alla maglia azzurra mi hanno portato all’opportunità di lavorare con una squadra meravigliosa rimanendo nel campo della mia passione, facendo un lavoro che mi gratificava e mi riusciva. Quale miglior fortuna?

Devo dire però a posteriori, che è stata anche una benedizione perchè mi ha fatto capire che dovevo cambiare strada, che quello era il momento giusto per rivedere i miei piani e fu così che mi offrirono l’opportunità di fare il commentatore in Rai delle gare ciclistiche.

Poi arriviamo al 28 dicembre 2013, la chiamata per il CT nazionale.

Non ci sono parole per descrivere la gioia che provai, non ci ho pensato mezzo secondo alla risposta, anche perchè penso che la vita sia straordinaria, magnifica e dentro di te senti quando una chiamata, una proposta può essere quella giusta o no; non devi fare le valutazioni in base ai compensi che prendi ma quello che il tuo cuore e la tua anima ti suggerisce perchè ai sogni non si può dire di no.
L’ufficialità arriva il 4 gennaio 2014 a casa del mio secondo babbo Alfredo Martini, proprio il giorno del compleannno del mio vero babbo, a pochi mesi dalla sua scomparsa.

Il ciclismo è uno sport dove prevalgono rispetto, onestà e generosità; è fatto di tanti “poco” che arrivano al “tanto”, è costruito su costanza e dedizione, esiste perchè sorretto da persone e personalità.
La mia intenzione con la Nazionale è di fare del mio meglio, attraverso la mia esperienza di corridore e studiando, curiosando in tutte quegli aspetti che ancora non conosco bene, per portare i ragazzi al top del loro valore.

Gli anni d’oro

1961 Sono nato a Faenza il primo gennaio del 1961 per il semplice fatto che a Solarolo non c’è l’ospedale.

1976 Ho incominciato a correre in bicicletta nel 1976 con la Solarese.

1977 La prima vittoria nel 1977 sempre con la Solarolese alla Bologna Monghidoro. Quell’anno vinsi anche la Vignola Zocca ed il Campionato Romagnolo a Lugo di Romagna.

1978 Nel 1978 nella categoria Juniores riuscii a vincere due corse: Voghera Passo Brallo e Collamato nelle Marche.

1979 Nel 1979 passai alla CENTERGROSS di Bologna (sempre Juniores) e vinsi 9 corse campionato Regionale compreso.

1980 Nel 1980 dilettante con LAMBRUSCO GIACOBAZZI, 3 vittorie tra cui campionato regionale 2° serie.

1981 Nel 1981 sempre con la GIACOBAZZI 1° vittoria.

1982 Nel 1982 il passaggio tra i professionisti con la TERMOLAN GALLI di Bruno Reverberi.

1983 Nel 1983 TERMOLAN GALLI: 1 vittoria: circuito di Partinico e riserva ai mondiali in Svizzera.

1984 Nel 1984 SANTINI CONTI GALLI: 1 vittoria: circuito di Formigine.

1985 Nel 1985 SANTINI KRUPS CONTI GALLI. Azzurro ai Mondiali del Montello.

1986 Nel 1986 CARRERA con Roberto Vicentini, STephen Roche, Guido Bontempi, Claudio Chiappucci, Massimo Ghirotto.

1987 Nel 1987 CARRERA con gli stessi dell’anno prima. 1 vittoria: Premondiale di Conegliano.In questi due anni partecipai sia al Giro d’Italia che al Tour de France vinti da Visentini (Giro ’86) e Roche (Giro e tour ’87).

1988 Nel 1988 alla Gewiss di Moreno Argentin. 1 vittoria: Tappa GP Guglielmo Tell in Svizzera e azzurro ai Mondiali in Belgio (7° classificato).

1989 Nel 1989 Gewiss sempre con Moreno Argentin azzurro in Francia.

1990 Nel 1990 ARIOSTEA con Argentin, Baffi, Sorensen, Cenghialta, Furlan: 2 vittorie: Coppa Bernocchi e Giro dell’Emilia, Azzurro ai Mondiali in Giappone.

1991 ARIOSTEA: 7 vittorie: Tappa Prato Giro d’Italia, 2 tappe e CF Trofeo dello scalatore, Giro dell’Emilia, Coppa Agostoni, Milano Torino, azzurro a Stoccarda (9° classificato).

1992 ARIOSTEA: 4 vittorie: Giro di Campania, Tappa Tirreno Adriatico, Giro Reggio Calabria,GP Camaiore. Azzurro ai Mondiali a Benidorm, 3° CF Coppa del Mondo.

1993 ARIOSTEA: 2 vittorie: Tappa Lumezzane Giro d’Italia, Coppa Agostoni azzurro ai Mondiali a Oslo.

1994 MG TECHNOGYM: 4 vittorie: 2 tappe e CF Giro del Mediterraneo, Tappa Giro Paesi Baschi.

1995 MG TECHNOGYM: 3 vittorie: Giro di Romagna, Coppa Sabatini, Giro dell’Emilia, azzurro ai Mondiali in Colombia.

1996 SAECO: 13 febbraio, il giorno prima della prima corsa (Giro del Mediterraneo) una macchina mi investe. La mia carriera da ciclista finisce a Carcassone e ne comincia un’altra… La mia prima telecronaca con la RAI: Giro di Sardegna con Adriano DeZan. Primo Tour de France e campionato del mondo da telecronista.

1997 Accetto la proposta di Luciano Pezzi e divento addetto stampa della Mercatone Uno di Marco Pantani, ma dopo pochi mesi mio malgrado mi rendo conto dell’incompatibilità di questo incarico con quello di commentatore televisivo e decido di lasciare la squadra.

1998 Il mio primo Giro d’Italia da commentatore al fianco di Adriano DeZan

2000 Quinto Tour de France e primo al fianco di Auro Bulbarelli. Prima volta alle Olimpiadi a Sidney.

2001 8 agosto, la mia ultima telecronaca con Adriano De Zan.

2005 Ad un anno dalla scomparsa di Marco pubblico insieme a Pier Bergonzi e Ivan Zazzaroni il libro “Un eroe tragico”. Prima edizione a mia firma dell’Almanacco del Ciclismo ereditato da Lamberto Righi, editore Gianni Marchesini.

2009 Pubblico il libro “Quelli che pedalano”. Dopo 10 Tour de France e 9 Giri d’Italia, Auro Bulbarelli mi abbandona per diventare Vicedirettore di Raisport.

2010 Tirreno-Adriatico: la mia prima telecronaca in diretta al fianco di Francesco Pancani.

2013 Lascio un ambiente di lavoro che mi ha dato tanto, la RAI

2014 Divento CT della nazionale italiana