2012 A GRANDI LINEE

copciclismo2011

La crisi economica c’è e si vede ma nel ciclismo almeno per quanto riguarda squadre e corridori ancora non si sente. Chi soffre di più sono gli organizzatori con tante corse che saltano per aria per mancanza di liquidi.

Nel 2011 la nostra forza lavoro era composta da 2 squadre World Tour (confermate) 5 formazioni Professional (confermate) e 6 Team inserite tra le Continental (confermate). Parlo di tutte le squadre a matrice italiana anche se alcune di loro hanno la gestione all’estero.

La quantità è il nostro forte, su 520 professionisti tesserati per squadre World Tour ben 67 sono italiani e altri 80 fanno parte di formazioni Professional. Se a questi aggiungiamo i 42 delle Continental salta fuori un totale di 189 professionisti, 26 dei quali al primo anno nella massima categoria. Forse troppi.

La quantità è importante ma dato che le vittorie non si contano ma si pesano cosa possiamo mettere nella nostra bilancia 2012?

Per la statistica una vittoria è arrivata, parlo del Giro d’Italia 2011 assegnato a Michele Scarponi dopo la squalifica di Alberto Contador. Non è il foglio giusto questo per approfondire ma credo che quest’anno Michele voglia vincerlo sul campo il suo Giro perché quello avuto a tavolino è li solo sulla carta con il nulla in tema di emozioni. Sarà Basso ad insidiarlo e pochi altri. Il Tour invece avrà una fila lunga di pretendenti (sempre a causa dell’ assenza di Contador). I Fratelli Schleck, Evans, Wiggins, Samuel Sanchez, Valverde, Van Den Broeck ed il nostro Nibali. Evans e Wiggins avranno dalla loro parte i 101 km a cronometro, gli altri le salite che però non mi sembrano durissime. Vincenzo dovrebbe puntare al podio (impresa ardua) ma prima vorrebbe centrare qualcosa di grosso in qualche classica primaverile. Intanto una corsa l’ha già vinta e non è poco. La Vuelta? Facile a questo punto considerare Contador il grande favorito dato che rientrerà proprio ad inizio agosto.

Parlando di classiche i nomi sono sempre quelli: Cancellara, Gilbert, Hushovd, Boonen ma attenzione ai giovani emergenti come Sagan, Boasson Hagen, Goss, Degenkolb, Matthews.

Gilbert, dominatore dello scorso anno, ha cambiato squadra, ora corre per la BMC  che è una sorta di Real Madrid della bicicletta ma non è detto che tutto fili liscio. I tanti campioni di questa squadra andranno d’ accordo?

E gli italiani? Di Basso Scarponi e Nibali abbiamo già detto. Di Petacchi è una vita che ne parliamo e lui continua a vincere nonostante le primavere sia 38. A Cunego chiediamo da anni se questa sarà una stagione dedicata alle classiche o ai grandi giri e non abbiamo ancora avuto risposta. Dico solo che il Damiano formato Tour 2011 potrebbe salire sul podio al Giro ma sembra che alla corsa rosa neanche ci sarà, di conseguenza i suoi traguardi potrebbero diventare le classiche e il mondiale, non l’olimpiade.

Già, anno olimpico questo. Il percorso non difficile ma comunque con una salita da ripetere 9 volte. Il nostro uomo di punta potrebbe essere Pozzato che nonostante una clavicola rotta a febbraio di giorni ne ha persi pochi. Parlavo di giorni e non di anni, quelli che ha perso o buttato, fate voi. E’ un talento ma dopo quella bella Sanremo vinta vogliamo altro. I numeri li ha.

A proposito di numeri, 11 le vittorie di Guardini nel 2011, tante. E’ un velocista puro e se qualcuno arriccia il naso asserendo che si stacca su un cavalcavia vorrei far notare che anche Cavendish quando passò professionista era il primo a staccarsi e oggi corre con una maglia di campione del mondo sulle spalle.

E’ lui il re dei velocisti ma mai come quest’anno di ruote veloci ce ne sono in gruppo. Qualche nome: Greipel, Kittel, Farrar, Boonen, Freire, Chicchi, Hutarovich, Matthews, Bennati, Demare, Viviani.

Avete letto bene l’ultimo nome? Elia a fine febbraio ha già vinto 5 corse anche se questo 2012 è un anno speciale per lui essendo l’unico italiano a poter correre sulla pista olimpica di Londra. E’ veloce, furbo, tiene su medie salite e tra qualche anno (pochi) una grande classica sarà alla sua portata. Sacha Modolo invece di grandi classiche potrà fare solo Sanremo e Lombardia, almeno quest’anno ma il tempo è dalla sua parte. Da neoprofessionista alla classicissima arrivò 4° e non c’è dubbio che dopo le 10 vittorie del 2010 quel piazzamento debba essere migliorato. Diego Ulissi invece potrebbe diventare un corridore da corse a tappe ma tra qualche mese ne sapremo di più. A cronometro il più forte (con Cancellara) è Tony Martin e non a caso è il campione del mondo ma lui vorrebbe migliorare in salita per puntare al Tour. Questo è l’anno buono con tutti quei km a cronometro. Noi abbiamo solo Pinotti e Malori, il primo maturo, il secondo giovane di belle speranze.

Di nomi ne ho fatti tanti ma ne ho tenuti due da giocarmi per il futuro: Enrico Battaglin e Moreno Moser. Il primo solo omonimo di Giovanni il secondo figlio/nipote d’arte. Se il buon giorno si vede dal mattino……….

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